Gli aggregatori italiani in crescita nella prima metà del 2013

A fine giugno 2013, gli aggregatori assicurativi italiani hanno gestito un portfolio di circa 826.000 polizze con un premio medio lordo  di 535 € e hanno gestito un valore di portafoglio di più di 440 milioni di euro, secondo quanto stabilito da uno studio di CP Consulting.

Il valore include sia i nuovi clienti che quelli di fiducia (indipendentemente dal fatto che l’aggregatore riceve una commissione di rinnovo).

Secondo l’ANIA l’assicurazione venduta via internet e telefono ha rappresentato il 7,5% della raccolta premi RC auto del 2012 (equivalente a circa 1,5 miliardi di euro nel 2012).

Pertanto il canale degli aggregatori rappresenta circa il 23% dei  premi degli assicuratori diretti e una quota maggiore nei nuovi affari.

Attualmente, gli aggregatori rappresentano meno del 2% dei premi RC auto (e circa 2,5-3%, se escludiamo le flotte commerciali). Anche se gli aggregatori stanno fortemente crescendo, il loro sviluppo è limitato dal fatto che le compagnie assicurative tradizionali non hanno una presenza significativa negli aggregatori italiani.

L’attenzione in crescita dei clienti verso il fattore prezzo e le recenti riforme nel settore assicurativo introdotte dal governo Monti (in particolare quella riguardante la fine del tacito rinnovo per prodotti assicurativi RC auto) stanno portando ad una crescita sempre maggiore dei comparatori in Italia.

Risulta anche in crescita l’accesso ai servizi dei comparatori tramite dispositivi mobili, almeno nella fase della ricerca e della comparazione dei preventivi.

La reddittività del business RC auto, il tasso relativamente basso di abbandono e il basso costo di acquisizione dei clienti, confrontati con gli altri mercati europei che abbiamo analizzato nella nostra ricerca pan europea sugli aggregatori (gli aggregatori italiani sono tra i pochi in Europa che addebitano agli assicuratori su base ricorrente, piuttosto che con un alto costo iniziale per cliente), rendono l’Italia un mercato molto attraente per lanciare un nuovo business assicurativo,” ha affermato Carlo Palmieri, direttore amministrativo di CP Consulting.

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